Dopo tante dibattiti sulla Fede ci si chiede che cosa sia e che valore abbia. La Fede è, secondo Osho, un vestito che ci si mette, qualcosa di esterno che ci viene dato. E' un condizionamento che ti viene dato dai genitori e dal resto della società in cui ti sei ritrovato a nascere. Non viene da dentro, viene da fuori.
La Fede non c'entra niente con la religiosità, che invece è un fatto totalmente interiore, un'esigenza che viene dal profondo di noi stessi.
La definizione di "atei" dato dalle persone che hanno una "Fede" a coloro che non ce l'hanno non è perciò corretta, bisognerebbe utilizzare la definizione di "a-confessionali", cioè non aderenti a una religione istituzionalizzata.
Quello che ciascuno di noi crede o non crede non è spesso schematizzabile in una forma così fortemente manichea.
Per finire mi piace citare un famoso uomo di Scienza contemporaneo, Roberto Vacca, il quale respinge la definizione di "ateo", cioè "senza dio". Lui non crede in una divinità trascendente, come fa a esserne privo? Non mi manca proprio niente - dice. Molto meglio la definizione di "gentile", come i primi cristiani chiamavano i pagani. L'ottimo blog Salon Voltaire ne illustra il pensiero in misura più estesa.
La prima forma di ecologia della mente e del pensiero nasce da un corretto uso delle parole.
martedì 26 febbraio 2008
La Fede e gli Atei
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