sabato 8 marzo 2008

La vita e la morte

Secondo la filosofia indiana Advaita Vedanta noi commettiamo l'errore di pensare la morte come l'opposto della vita. Come il freddo è l'opposto del caldo, la luce del buio e così via.
Noi percepiamo cioè il mondo in cui viviamo come dualità: se c'è vita non c'è morte, se c'è caldo non c'è freddo, se non c'è luce non c'è buio ecc. ecc.
Nel momento in cui superiamo la visione duale e trascendiamo le coppie di opposti, allora comprendiamo la realtà per come è.
La morte quindi non è l'opposto della vita, ma ne è parte integrante. Nel momento in cui nasciamo cominciamo a morire. Imparare a morire è imparare a vivere.
Quando le persone si nascondono l'età e rifiutano di invecchiare stanno condannandosi all'infelicità, perché l'invecchiamento avviene in ogni caso e la morte non è evitabile. Stanno rifiutando così parte della loro vita.
Accettare che il proprio corpo invecchi lentamente e alla fine muoia è una saggia decisione. Ed è anche un piccolo segreto per vivere felici.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good